Un 2025 consapevole: rituali e riflessioni per il nuovo anno

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Introduzione

Con l’approcciarsi del 2025 sono tantissimi i buoni propositi sui quali ci ritroviamo a riflettere: la voglia di rinnovarci, di cambiare, di iniziare da capo, di fare qualcosa di nuovo e la grande (grandissima) ambizione di stabilire nuovi obiettivi – tendenzialmente sotto forma di lista della spesa che finiamo per abbandonare in un cassetto nel momento in cui ci rendiamo conto che “imparare ad arrampicarsi in 2 mesi” non è poi così fattibile come la nostra mente voleva farci sembrare.

PS. Hai letto il mio articolo sul monkey mind? Penso potrebbe esserti utile prima di leggere quanto sto per raccontarti.

Comunque, a parte gli scherzi, la voglia di cambiare, di innovarsi è più che legittima e, anzi, dovrebbe essere il motore trainante della nostra esistenza, che non si limita soltanto ai canonici momenti dell’anno, ma che abbraccia una modalità di vedere e filtrare la realtà che ci circonda. Uscendo però dall’ottica della performance, naturalmente.

Concretamente…come si fa?

In questo articolo te lo spiego, dandoti una proposta di come approcciare i buoni propositi per il nuovo anno e le fatidiche “liste” con uno spirito più yogico, andando a bilanciare il desiderio di cambiamento con la gratitudine per ciò che siamo, siamo stati e per tutto ciò che già abbiamo.

Intenzione vs buoni propositi

Darci degli obiettivi è un gesto molto nobile, che nasce dalle migliori intenzioni, è indubbio. Ma quante volte ci soffermiamo a ragionare sul perché dei buoni propositi? Perché ci stiamo dando proprio quell’obiettivo, in quel range di tempo? Spesso caschiamo anche nel tranello di obiettivi troppo pratici e concreti che non spiegano il valore o l’attitudine che vogliamo sviluppare e, dall’altra parte, nel tranello di obiettivi troppo astratti che non ci danno indicazioni precise su come attuare ciò che desideriamo per noi.

Allora perché non partire dalle intenzioni piuttosto che dai buoni propositi/obiettivi? Un’intenzione è una qualità profonda che desideriamo coltivare con azioni concrete, ramificata all’interno dell’immagine che abbiamo di noi stessi e del nostro ideale di vita.

Ecco un paio di esempi:

• Invece di dire “Voglio andare in palestra 3 volte alla settimana”, potresti iniziare domandandoti il perché lo vuoi fare. Forse desideri avere più energie, prenderti cura del tuo corpo o avere un momento tutto tuo per liberarti dallo stress quotidiano? O magari invece ti rendi conto che ti prefiggi di farlo perché senti le pressioni dei canoni definiti dalla società e che in realtà ti piacerebbe tenerti in forma semplicemente passeggiando al parco.

• Invece di dire “Voglio leggere un libro al mese”, potresti iniziare a comprendere che forse desideri ritagliarti uno spazio quotidiano lontano dagli schermi e stimolare la tua mente con nuove idee. Oppure che il vero bisogno è rallentare, concederti del tempo per te esplorando vari modi per farlo – dallo scrivere, passando per il dipingere fino ad arrivare al canto.

Partire dall’intenzione ti consente di essere flessibile e di trovare modi diversi per raggiungere il tuo obiettivo senza provare frustrazione se qualcosa non va secondo i piani. Se ti focalizzi sul perché invece che sul cosa o il come, puoi adattarti meglio alle circostanze senza perdere il contatto con ciò che conta davvero per te.

Riscoprire la gratitudine per il presente

Il passo successivo nella riflessione su come approcciare l’anno che verrà, allargando la prospettiva oltre ai soliti buoni propositi, riguarda sicuramente il prendersi un momento…per apprezzare ciò che già c’è. Siamo costantemente focalizzati su ciò che desideriamo, su ciò che non abbiamo e che pensiamo ci serva (pensando ingenuamente che una volta che l’avremo saremo finalmente felici e appagati) senza mai guardare a ciò che abbiamo già. Senza fermarci un momento per vedere e apprezzare con sincerità autentica tutta la strada e il percorso che abbiamo fatto fino a questo punto. Ho parlato della potenza della gratitudine e dei suoi benefici (anche dal punto di vista scientifico) in questo articolo.

La gratitudine ha un’unica caratteristica per essere efficace: va praticata! Uno degli esercizi che preferisco è senz’altro quello di ritagliarsi del tempo ogni giorno per annotarsi tre cose per cui proviamo gratitudine nella nostra giornata. Non si tratta di grandi cose, possono essere anche piccoli gesti quotidiani, come coccolare il proprio animale domestico o passeggiare al parco con la persona che amiamo. Se riportiamo questo esercizio su scala annuale, potremo presto accorgerci di quante cose ci sono state utili come insegnamenti, di quante persone arricchiscono le nostre giornate e di tutte le nuove esperienze che ci hanno permesso di scoprire qualcosina in più su di noi, per fare qualche esempio.

Prima che l’anno si concluda, concediti un momento di riflessione con questo semplice esercizio:

  • Trova uno spazio tranquillo. Dedica 15-20 minuti esclusivamente a te, senza distrazioni esterne. Puoi creare la giusta atmosfera con una candela, un momento di centratura o con qualche respiro profondo
  • Ripensa al 2024. Ripercorri mentalmente l’anno appena trascorso. Cosa è successo di bello? Quali esperienze ti hanno insegnato qualcosa di prezioso? Quali sono stati i piccoli momenti che ti hanno fatto sorridere?
  • Ora prendi carta e penna per segnarti:
    • Persone: Chi ha arricchito la tua vita quest’anno? Un amico, un familiare, o anche una nuova conoscenza che ha lasciato il segno
    • Esperienze: Quali esperienze ti hanno fatto sentire viv* o ti hanno aiutato a crescere? Non importa se grandi o piccole – anche una serata di risate con gli amici può meritare spazio
    • Qualità personali: Quali tratti di te hai coltivato o riscoperto quest’anno? Potrebbe essere la tua pazienza, la tua creatività o il coraggio che hai mostrato in un momento difficile
  • Concludi con un grazie. Una volta scritto tutto, leggilo ad alta voce e concludi con un pensiero di gratitudine. Non serve elaborare eccessivamente, anche un semplice “Grazie per tutto ciò che ho vissuto” può bastare

Lasciare andare ciò che non serve

Una delle sfide più grandi che incontriamo nella nostra esperienza di esseri umani è quella di imparare a lasciar andare, anche se in realtà, quando decidiamo di lasciar andare ciò che non ci serve, facciamo spazio al nuovo – come prospettive, visioni, persone, esperienze e così via. Ed è da qui che nasce il cambiamento.

Nel nostro quotidiano però inesorabilmente finiamo con l’attaccarci a cose più o meno materiali: la MIA auto, la MIA casa, i MIEI figli (ouch), ma anche la MIA identità, il MIO lavoro, le MIE aspettative e così via – cerchiamo di etichettare, di avere controllo su tutto, di mettere una linea di divisione netta tra noi e gli altri…insomma ci chiudiamo in un recinto in un mondo che ci insegna tutt’altro – perché la natura e la vita sono tutt’altro che controllabili e tutt’altro che prevedibili.

E qui il concetto yogico di non-attaccamento (aparigraha) che ci insegna non tanto a rimanere indifferenti verso gli obiettivi, i desideri, ciò che abbiamo e così via, ma a non esserne dipendentifacendoci uscire dal recinto o perlomeno facendoci alzare la testa e permettendoci di vedere la realtà del mondo, navigandoci e immergendoci appieno. Ci liberiamo dal peso di dover definire la nostra esistenza attraverso ogni singola cosa che facciamo, pensiamo, vediamo o vogliamo.

Come praticare il non-attaccamento nel 2025, anziché concentrarci sui soli buoni propositi?

  • Lasciando andare il giudizio verso noi stessi e gli altri
  • Accettando il flusso naturale della vita
  • Distaccandoci dal risultato finale

Per portarlo su un piano più pratico, ecco un esercizio che puoi fare:

  • Riconosci ciò che ti tiene legat* prendendo carta e penna per scrivere ciò a cui ti senti attaccat* e che percepisci come un peso (possono essere relazioni, emozioni o aspettative che non si sono avverate)
  • Rifletti sul perché ti stai aggrappando a questa cosa, su quali bisogni o paure si nascondono dietro
  • Immagina quindi di lasciar andare, concedendoti un respiro profondo mentre visualizzi questo gesto
  • Trasforma il peso in gratitudine, trovando un aspetto positivo legato a ciò che hai appena lasciato andare

Conclusione

Il tuo 2025 inizia da qui.

Prenderti del tempo per riflettere, lasciar andare ciò che non ti serve più e scegliere intenzioni autentiche è un gesto potente per iniziare il nuovo anno con consapevolezza, molto più utile del semplice stilare una lista di buoni propositi. Non è necessario essere perfetti o fare tutto subito: basta fare un passo alla volta, rispettando i tuoi ritmi e coltivando il tuo benessere interiore.

Se senti che è arrivato il momento di dedicarti a te in modo più consapevole, ti invito a scoprire i miei percorsi:
SOS Ansia, per imparare a gestire meglio l’ansia e ritrovare la calma interiore
Zen Office, per lasciar andare lo stress da lavoro e affrontare le sfide con più resilienza
Sogni d’Oro, per ritrovare il piacere di un sonno profondo e rigenerante

Sono percorsi creati con cura per accompagnarti in ogni fase del tuo viaggio verso una vita più serena e centrata attraverso la pratica dello yoga, della respirazione consapevole e della meditazione (ma non solo!).

Ti auguro che il tuo 2025 sia pieno di gratitudine, crescita e serenità. 🌟

Namasté,

unayogi