
I 7 chakra: che cosa sono e come funzionano i centri energetici
Introduzione
Sempre più spesso sentiamo parlare dei chakra, di quanto siano importanti nel cammino di realizzazione spirituale di ciascuno di noi e di come siano ben rappresentativi, su più livelli, della nostra esperienza sulla terra, nella relazione con il nostro corpo, con la nostra mente, con gli altri e con l’universo stesso. Ma di che cosa si tratta esattamente e perché è importante equilibrarli?
Partiamo dall’inizio.
I chakra sono inseriti nel contesto culturale del tantrismo. Chakra è una parola alla quale sono stati attribuiti diversi significati nei secoli ma, tra le tante esistenti, cerchio e ruota sembrano essere le parole che meglio riescono a spiegarne le funzioni. La funzione dei chakra è infatti quella di circoscrivere, concentrare e focalizzare il prana, l’energia sottile o il soffio vitale che permea ogni cosa nell’universo e che infonde la vita nell’essere umano. Lavorando sui chakra, il prana viene indirizzato in varie zone del corpo, detti anche centri energetici.
La mappa del corpo yogico
Nadi
Ora che abbiamo accennato a che cosa sia il prana, sorge spontanea una domanda: come scorre il prana nell’organismo dell’essere umano? Scorre attraverso una miriade (si dice 72.000) canali sottili all’interno del corpo, chiamati nadi. Tra queste, tre sono particolarmente importanti per il nostro discorso sui chakra:
- Ida, che sfocia nella narice sinistra ed è la sede del prana, il soffio ascendente; è associata alla shakti, al femminile, all’energia lunare, alla forza conservativa
- Pingala, che sfocia nella narice destra ed è la sede di apana, il soffio discendente; è associata al purusha, allo spirito, al maschile e all’energia solare, alla forza distruttiva
- Sushumna, che scorre dalla base della colonna vertebrale fino alla corona della testa e unisce in questo modo i due principali centri creativi dell’essere umano – genitali (della vita fisica) ed encefalo (della vita psichica); all’interno di questo canale scorre Kundalini
L’andamento di Ida e Pingala è parallelo e sinusoidale perché le due nadi scorrono ai lati di Sushumna e si incrociano a determinate sue altezze.
Kundalini
Arrivati a questo punto è doveroso rispondere alla domanda successiva: che cos’è Kundalini? Kundalini è la forza serpertina, l’attorcigliata tre volte e mezzo su se stessa descritta come serpente femmina, che rappresenta l’aspetto della shakti nell’essere umano, l’energia cosmica che sottende l’universo. La dea giace dormiente ed è rappresentativa della condizione in cui giace l’essere umano nella sua esistenza, passivo, mosso per inerzia e prigioniero della propria realtà, dettata dai propri schemi mentali e non rappresentativa di ciò che è veramente. Quando però il praticante si accorge di questo inganno, se dotato delle migliori intenzioni, mosso dalla fede e da una pratica costante, può iniziare il suo percorso di risveglio di Kundalini, che può anche essere paragonato al viaggio di risveglio e realizzazione spirituale. Kundalini, risvegliata nel primo chakra, inizia così il suo percorso di ricongiungimento con Shiva, il suo sposo, che risiede nell’ultimo chakra. Quest’unione rappresenta il superamento degli opposti, nella suprema beatitudine e nella piena realizzazione divina.
A varie altezze della colonna vertebrale si trovano i chakra, i centri energetici riferiti a varie aree fisiche, psichiche e processi universali che portano il macrocosmo dell’universo nel microcosmo del praticante. La forza di Kundalini fa sì che si realizzi appieno il potenziale di ogni chakra, che si riflette poi anche negli altri.
I 7 chakra: una panoramica
I chakra rappresentano il cammino dell’essere umano verso la realizzazione spirituale, partendo dalle zone più oscure dell’inconscio per arrivare alla piena espressione del proprio potenziale nei chakra più alti. L’energia che risiede nell’inconscio può essere spaventosa e pericolosa, poiché vi risiedono i molteplici aspetti della nostra Ombra, che devono essere accolti, reintegrati e trasformati. Inoltre, l’ascesa spirituale non è mai definitiva, poiché la vita è caratterizzata da molteplici cadute e risalite.
Ogni chakra è rappresentato da un fiore di loto, simbolo del cammino di realizzazione spirituale: nasce nella terra, affondando le radici nel fango, schiude le sue foglie nell’acqua e alza la corolla verso il cielo. Questo processo rappresenta la crescita e l’elevazione spirituale dell’essere umano.
Tradizionalmente, ogni chakra è caratterizzato da una ricca simbologia, come un certo numero di petali, un colore, un bija mantra (suono sacro), un elemento cosmico (per i primi cinque), uno yantra (diagramma geometrico), un organo di senso e un organo di azione – soltanto per citarne alcuni (vedi gli approfondimenti sui singoli chakra). Inoltre, oggi sappiamo che ciascun chakra è correlato a specifiche funzioni ormonali e a determinate ghiandole endocrine, che influenzano vari aspetti della nostra salute fisica e mentale.
1. Muladhara chakra

Il primo chakra è situato alla base della colonna vertebrale, nel perineo vicino al coccige. Muladhara significa radice e base: rappresenta la prima tappa del viaggio verso la realizzazione spirituale, ci troviamo nell’inconscio collettivo, nel buio totale sotto alla superficie, nella terra dove giacciono i semi dell’essere ancora allo stato indifferenziato. In Muladhara si parla di bisogni legati alla sopravvivenza, come mangiare, bere e dormire – i bisogni primari del bambino. Ci troviamo in una dimensione individuale, nella quale sperimentiamo la necessità di sviluppare un senso di sicurezza, stabilità e un senso di appartenenza.
Per questa ragione quando vogliamo bilanciare Muladhara chakra lavoriamo sul radicamento, per far crescere radici profonde, grosse e sode che ci tengono ben saldi a terra. Al tempo stesso però lavoriamo anche sull’equilibrio perché essere radicati è utile, ma il suo estremo è rappresentato dall’attaccamento, che non ci permette di muoverci e andare oltre, sempre attaccati a qualcosa o a qualcuno.
- Funzione: istinto
- Posizione: perineo, vicino al coccige, alla base della colonna vertebrale
- Ghiandole endocrine: surrenali
- Numero di petali: 4
- Colore: rosso
- Bija mantra: LAM
- Elemento: terra
- Yantra: quadrato
- Organo di senso: olfatto
- Organo di azione: piedi
2. Svadhistana chakra

Il secondo chakra si trova nell’area del bacino, più precisamente tre dita sotto l’ombelico. Svadhistana significa situato al suo posto o dimora del sé ed è associato all’inconscio personale. Si tratta di una dimensione spaventosa, governata dai nostri mostri interiori (non a caso tra i simboli troviamo anche il makara), della quale siamo soltanto in parte consapevoli. Per questa ragione la mezzaluna illumina fievolmente il mare, nella piena oscurità della notte. Al contempo siamo nella zona degli organi riproduttivi – il liquido del grembo materno che protegge e nutre. E per riportare la metafora dei semi nel terreno, questi vengono nutriti dall’acqua, che permette loro di creare una base solida di crescita. Il secondo chakra è correlato alle pulsioni, in una dimensione dove l’altro viene visto ma soltanto per realizzare i propri desideri legati alla sessualità – i bisogni manifesti dell’adolescenza.
Quando desideriamo lavorare su Svadhistana ci occupiamo dell’apertura e della flessibilità di anche e bacino, sede della creatività, del piacere (a cui si collega il gusto) e della sessualità (intesa anche come forza creativa che governa il mondo attraverso l’espressione artistica), i quali, se sviluppati correttamente, elevano l’essere umano, ma che viceversa se vissuti con attaccamento possono manifestarsi in dipendenze sessuali, disturbi legati alla sessualità, eccessiva dipendenza emotiva dagli altri, nonché blocchi creativi e mancanza di espressione artistica.
- Funzione: pulsione
- Posizione: nel bacino, tre dita sotto l’ombelico
- Ghiandole endocrine: gonadi
- Numero di petali: 6
- Colore: arancione
- Bija mantra: VAM
- Elemento: acqua
- Yantra: mezzaluna all’interno di una ninfea bianca a 8 petali
- Organo di senso: gusto
- Organo di azione: genitali
3. Manipura chakra

Manipura, il terzo chakra, si trova nel plesso solare, sotto al diaframma, ed è rappresentato dall’elemento fuoco. Il suo significato è città delle gemme, dove ciò che è stato seminato viene riscaldato dal calore del fuoco per sbocciare in magnifiche gemme. Manipura è il luogo del calore, del fuoco, del tapas, dell’ardore che brucia la nostra esistenza in ogni cosa che facciamo e viviamo. Se il nostro fuoco arde troppo poco, non sbocciano i germogli, si resta nell’inerzia e nella passività della vita. Viceversa se il nostro fuoco arde troppo finiamo per cadere nell’eccesso di razionalità, passando da un’esperienza all’altra senza viverla veramente, senza rimanere. E la stessa cosa avviene con la digestione del cibo – una buona digestione è sinonimo di salute e conosciamo oggi quante siano le connessioni esistenti tra cervello e intestino (al punto da essere chiamato secondo cervello).
Ma Manipura è anche la sede delle emozioni, dove per la prima volta troviamo la dimensione dell’altro, identificandoci con ciò che lui vede in noi – la dimensione della vita adulta. Le emozioni quindi devono essere digerite, elaborate correttamente, così da potersi trasformare e generare nutrimento per il nostro essere. Se questo non accade, ne diventiamo schiavi. Anche le emozioni negative possono trasformarsi in lezioni, quindi in attitudini positive e costruttive per noi e per gli altri.
Bilanciare Manipura significa lavorare sull’addome per aiutarci a diventare consapevoli delle emozioni, digerirle correttamente e trasformarle.
- Funzione: emozione
- Posizione: plesso solare
- Ghiandole endocrine: pancreas
- Numero di petali: 10
- Colore: giallo
- Bija mantra: RAM
- Elemento: fuoco
- Yantra: triangolo rivolto verso il basso
- Organo di senso: vista
- Organo di azione: ano
4. Anahata chakra

Anahata è il chakra del cuore e significa suono ottenuto senza percussione tra due oggetti. Ci troviamo finalmente sopra al diaframma, dove si respira un’aria decisamente diversa. Il quarto chakra è l’area di congiunzione tra i chakra più alti e quelli più bassi (non a caso è rappresentato da un triangolo con la punta rivolta verso il basso e una verso l’alto). Anahata è la sede dei sentimenti, delle emozioni trasformate in attitudini positive che ci uniscono all’altro e che ci fanno sentire parte di una comunità: gioia, amore, gratitudine, coraggio, fiducia, passione…proprio perché abbiamo sempre la possibilità di scegliere se rimanere attaccati a ciò che di negativo viviamo o se elevarci trasformando il nostro vissuto nella nostra forza, avanzando con coraggio nella vita.
L’elemento è l’aria, che ci dona la vita, ci nutre e arricchisce…così i sentimenti, le virtù e le attitudini che ci elevano come esseri umani. Con le nostre braccia accogliamo ciò che ci viene dato, lo riconosciamo, lo trasformiamo e diamo indietro. Si tratta nel sentire l’altro, non solo con la testa, ma con noi stessi, con la pelle, il vero sentire che va oltre la razionalità. Come spiegheresti la gratitudine? Tutti sanno che cos’è, cosa si prova, ma nessuno la sa spiegare in modo preciso.
E quindi qui tutto la pratica sul respiro, sull’espanderci, sul nutrirci, ma anche il lavorare sulla forza, sul coraggio, sulla fiducia – attraverso le inversioni e l’apertura del petto, che richiedono l’abbandono, l’apertura all’altro, al mondo, alla vita.
- Funzione: sentimento
- Posizione: cuore
- Ghiandole endocrine: timo
- Numero di petali: 12
- Colore: verde
- Bija mantra: YAM
- Elemento: aria
- Yantra: due triangoli sovrapposti che formano un esagramma
- Organo di senso: tatto
- Organo di azione: mani
5. Vishuddi chakra

Il quinto chakra è Vishuddi, il chakra della gola. Il suo significato è il purissimo ed è situato nella gola, uno snodo importante tra ciò che viene dalla testa, la razionalità, e ciò che viene dal cuore, il sentimento. Perché in Vishuddi è importante ascoltare e comunicare, ma non in modo affrettato, scontato e superficiale. Sì perché l’ascolto, così come la comunicazione, avvengono su più fronti e livelli: possiamo ascoltare con l’udito, ma anche con il corpo, con le circostanze. Possiamo parlare utilizzando la voce, ma possiamo esprimere la nostra verità più autentica anche in altro modo, attraverso ciò che facciamo, ciò che siamo.
Nel viaggio verso la realizzazione, il passaggio dai sentimenti alle parole esprime la necessità di comunicare agli altri la nostra verità, la nostra autenticità, la nostra essenza – la nostra aspirazione nel mondo. E passiamo da una dimensione del noi come io e te verso la dimensione della comunità, del riconoscimento dei principi di universalità che accomunano gli esseri umani.
Una delle asana che maggiormente agiscono su Vishuddi è certamente Sarvangasana, nelle sue diverse varianti, non soltanto a un livello puramente fisico, ma anche su un livello di ribaltamento della prospettiva, di introspezione e riflessione per poi portare la verità con la quale siamo entrati in contatto, la nostra, nel mondo.
- Funzione: aspirazione
- Posizione: gola
- Numero di petali: 16
- Ghiandole endocrine: tiroide e paratiroidi
- Colore: azzurro
- Bija mantra: HAM
- Elemento: etere
- Yantra: cerchio, triangolo e cerchio, l’uno nell’altro
- Organo di senso: udito
- Organo di azione: voce
6. Ajna chakra

Il sesto chakra è Ajna chakra, che significa laddove si realizza il comando, ed è situato nel punto in mezzo alle sopracciglia, precisamente nel terzo occhio. È interessante prendersi un istante per notare il passaggio dai 16 petali di Vishuddi ai soli due petali di Anja – siamo in un contesto di superamento progressivo della dualità, gli aspetti che caratterizzano l’essere umano e l’universo stesso, quello lunare/solare, maschile/femminile, attivo/passivo, caldo/freddo, istintuale/razionale e anche la relazione che intercorre con le due nadi, Ida e Pingala, che riconfluiscono in Ajna.
Siamo nella mente, nell’intelletto, nel senso dell’ego – in questo chakra sviluppiamo l’ispirazione, la capacità di vedere oltre, l’avere visioni della realtà che si spingono oltre la comune conoscenza. E qui quindi l’importanza della concentrazione che si trasforma in meditazione, dove la dualità si dissolve per diventare uno.
- Funzione: ispirazione
- Posizione: terzo occhio, il punto in mezzo alle sopracciglia
- Ghiandole endocrine: ghiandola pituitaria
- Numero di petali: 2
- Colore: indaco
- Bija mantra: OM
- Yantra: cerchio con inscritto un triangolo con il vertice verso il basso contenente il linga
7. Sahasrara

Il settimo chakra è Sahasrara, che significa il loto dai mille petali ed è situato sulla sommità del capo, nella corona. Sahasrara rappresenta il culmine del viaggio spirituale, finalmente Kundalini ha raggiunto il suo sposo Shiva e la dualità è stata superata per vivere l’unità. Si tratta di uno stato di estrema beatitudine, dove microcosmo e macrocosmo si uniscono, sperimentando l’unità con l’universo.
In Sahasrara c’è la realizzazione spirituale, la comprensione di tutte le cose e l’unione profonda con il divino. Le limitazioni del corpo e della mente sono trascese in quest’ultimo stadio per percorso spirituale.
L’unica asana che stimola questo chakra è Sirsasana. Il potenziale di questo chakra si esprime appieno negli stati più alti di meditazione, paragonabili al Samadhi.
- Funzione: realizzazione
- Posizione: corona
- Ghiandole endocrine: ghiandola pineale
- Colore: viola
- Bija mantra: OM
- Yantra: cerchio con inscritto un triangolo con mezzalunga crescente
Conclusioni
Il viaggio attraverso i chakra come percorso di realizzazione spirituale li inserisce in un contesto più comprensibile a una visione occidentale e riesce bene a far comprendere quanto la pratica yoga sia importante per portare in equilibrio ogni singolo aspetto dell’esistenza umana. Lavorare sui chakra è un lavoro continuo e costante che però può far luce su parti di noi di cui non eravamo consapevoli.
Ci sono tantissimi altri aspetti che riguardano ciascun chakra che meritano di essere integrati. Per farlo ti lascio ai singoli approfondimenti sui chakra. Se desideri portare la conoscenza dei chakra e del loro funzionamento nella tua pratica, ti invito a seguire i miei percorsi di yoga online su Meditamente o a scegliere lezioni private di yoga con me.
Namasté,
unayogi


